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Mission

 

La Cooperativa "Il Cammino" si è costituita nel luglio del 1985 per iniziativa di un gruppo di medici, psicologi, educatori di comunità ed ex-tossicodipendenti, tutti provenienti da una lunga esperienza di volontariato in strutture per il recupero di tossicodipendenti; questo è l’ambito di lavoro che, sia a livello residenziale che attraverso progetti sul territorio, ha caratterizzato il nostro operato per circa dieci anni.
L’obiettivo che al tempo ci ha mosso è stato quello di intervenire per migliorare la vita delle persone; operatori con esperienze varie che si sono aggregati quando ci si è posto di fronte il problema di trovare delle risposte adeguate al tema della tossicodipendenza, cercando di fornire interventi per un percorso di qualità per gli utenti, attento alle loro storie, basato sul rispetto e non sull’annullamento di esse, guidati dalla filosofia che ogni essere umano è portatore di valori che devono essere tenuti in attenta considerazione; queste idee, nostre fin dall’inizio, ci hanno accompagnato fino ad oggi nella realizzazione di tutti gli interventi che nel tempo abbiamo attuato.

Il nostro primario obiettivo è quindi quello di intervenire nel processo di crescita della persona valorizzandone le risorse e sostenendola nel percorso di autonomia.
In questo senso la nostra attenzione, e di conseguenza la nostra offerta, si rivolgono quindi non soltanto all’utente ma anche alle famiglie, alla rete sociale, alla storia dell’individuo. È fondamentale inoltre la focalizzazione ai tempi dell’intervento, per non assistere la persona più di quanto non sia strettamente necessario, al fine di evitare effetti paradossali quali la cronicizzazione.
I nostri punti forti per la realizzazione di questi obiettivi consistono nella professionalità, nella formazione, nell’attenzione agli operatori.
In questo senso, riteniamo sia necessario lavorare al giusto coinvolgimento e sviluppo delle persone, ponendo quanta attenzione possibile agli operatori coinvolti nelle attività della nostra Cooperativa a vari livelli, fin dal momento del loro ingresso. La partecipazione ai momenti di formazione, oltre che molto utile a fini teorici ed operativi, permette di creare spazi di condivisione rispetto alla storia della cooperativa e ad i suoi modelli di riferimento. La supervisione è un altro strumento importante di coinvolgimento, crescita e confronto delle persone coinvolte.
Questo perché, nel corso degli anni, con l’incentivarsi dei progetti e delle aree di interesse, è stato fondamentale per la cooperativa dotarsi di strumenti teorici sempre nuovi, per affrontare con competenza le tematiche cui ci si trovava di fronte, in un’ottica di apprendimento, innovazione e miglioramento continuo.

Questa modalità permane come caratteristica importante della cooperativa nella sua globalità; infatti, partendo dal lavoro specifico con le tossicodipendenze, negli anni abbiamo ampliato i nostri interventi rispetto ad altre tematiche, quando all’interno si poteva verificare che erano presenti le risorse umane adeguate, attraverso una prassi e una cultura relative al disagio che si potessero applicare a manifestazioni diverse dello stesso.
Nei vari ambiti di intervento riteniamo che il concetto di residenzialità sia uno strumento potente, che rischia però di diventare isolante se non si tengono sotto controllo alcune variabili importanti: la permeabilità del territorio, il mantenimento dei legami, la certezza della possibilità di risperimentarsi, la garanzia di tempi limitati dell’intervento.
Un altro tema importante, connesso al lavoro con i tossicodipendenti e più in generale con la residenzialità, sempre al centro delle nostre riflessioni e dei nostri interventi è quello connesso alle regole. È fondamentale domandarci sempre il senso e il significato di ogni regola. A che serve? Che cosa tutela? Solo dopo aver identificato delle risposte adeguate a queste domande possiamo comprendere se una regola ha senso in termini di efficacia dell’intervento.

Tutto quanto detto, è soprattutto in riferimento al nostro interno, ma molto del nostro lavoro riguarda anche le relazioni con l’esterno e la cura di esse. In primo luogo va sottolineato lo sviluppo delle partnership, un fenomeno che si è costituto nel tempo, acquisendo sempre più importanza nei nostri interventi. Riteniamo che questo approccio sia di sostanziale importanza per superare la logica della competizione e dare al nostro operato il riconoscimento di complessità che merita. Lavorare con dei partner ci ha permesso di avvicinarci a dei territori altrimenti difficili da contattare, ed è un’importante esperienza di confronto lavorativo per gli operatori attraverso l’analisi “sul campo” di tipologie di gestione diverse. Riteniamo inoltre che lo sviluppo delle partnership rappresenti uno strumento volto a contrastare un aspetto critico delle organizzazioni del privato sociale che rischiano di essere autoreferenziali rispetto alla metodologia di riferimento e alla qualità delle esperienze maturate.
Questa apertura, in un’ottica di responsabilità pubblica, ha fatto sì che sempre più spesso fossimo chiamati a far parte di gruppi di lavoro a livello nazionale ed internazionale, perché il nostro operato non rimanesse vincolato al singolo progetto ed alla singola situazione territoriale, ma acquisissimo la competenza atta a conoscere e condividere i fenomeni sociali, storici e politici in atto; questo ci dà il diritto di ritenere di essere interlocutori locali rispetto alle scelte politiche rispetto ai temi da noi affrontati. La trasparenza con la quale rappresentiamo la modalità di gestione dei fondi che dalla Pubblica Amministrazione ci vengono affidati ci sembra un ulteriore processo che caratterizza la nostra modalità di lavoro.
 

Società Cooperativa Sociale a r.l. O.N.L.U.S.
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